John Hogan Glass Artist Seattle

Creare cose belle, questo è tutto, era il progetto finale dichiarato di Philip Johnson (1906 2005), un’impresa semplice solo all’apparenza. In quello che era il proprio feudo, la piccola cittadina di New Canaan a un’ora di treno da New York dove costruì la sua Glass House (1949), l’architetto americano realizzò altre cinque case. I numerosi incarichi, che si susseguivano uno dopo l’altro in primis per l’innegabile talento ma anche grazie alle innate doti da PR di uomo di mondo, erano la conseguenza delle tre “W” che definivano Johnson: witty, wealthy and well connected (divertente, ricco e ben introdotto)..

Una casa da vivere a lungo, che possaadattarsi a chi la abita (e non viceversa), anticipando le esigenze di ogni fase della vita, dai figli in crescita fino ad accogliere comodamente i nonni nelfuturo. La nostra sfida? Quella di creare una casa nontroppo imponenteche si inserisse nel paesaggio, dicono. Per questo l’abbiamo lasciata senza recinzioni, aperta alla vita del quartiere..

L dell Proprio queste qualit i suoi fan, sono il segreto delle sue vittorie: in effetti dal suo ritorno il signor Apple non sbaglia un colpo o quasi. A ottobre 2001 ha presentato l il lettore portatile di musica che diventato oggetto di culto tra giovani e meno giovani, tra persone comuni e celebrit Un paio di anni pi tardi ecco iTunes, il negozio virtuale dove si possono comprare i dischi: le canzoni si (legalmente e a pagamento) dal web con il computer. Poi si copiano nell e si ascoltano.

Discorso a parte per arredi e opere: Mio marito e io eravamo già collezionisti prima di conoscerci, quando ci siamo sposati il nostro patrimonio di oggetti si è raddoppiato. Complice anche l’amicizia con Didier e Clemence Krzentowski, titolari di Galerie Kreo . Il pezzo preferito: La lampada Parabole di Pierre Charpin, un designer che adoro: i miei fratelli me la hanno regalata come dono di nozze al matrimonio.

Come in un film. La conclusione dell serata affidata alla proiezione di Starmen, cortometraggio promosso da Omega che ritrae George Clooney chiacchierare al cinema di fianco a Buzz Aldrin, il secondo uomo a calpestare il suolo lunare. Sul loro schermo, le immagini dello sbarco, i notiziari di quegli anni, alternati a scambi intensi tra i due protagonisti.

C un conseguenza importante: gli arbitri sono pi sereni, perch un amico/collega pu dargli un aiuto, sono meno soli”. Se potesse tornare indietro, Rosetti sceglie l in carriera in cui avrebbe utilizzato il Var: “Argentina Messico del Mondiale del 2010. Tevez segn un gol in fuorigioco.

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